Giuda Nicolosi: musica, coraggio, teatri e… gomme bucate

Ciao Giuda Nicolosi, presentati ai nostri lettori con il ricordo più bello legato alla tua carriera artistica

Ciao a tutti! Beh… sicuramente quando sono partito per il mio primo tour italiano insieme a Dydo (rapper e frontman degli Huga Flame) ed Ema (fotografo e Videomaker ufficiale di entrambe) e alla mia band (Grassi, Ceruti e Bornengo). Siamo saliti su un furgone ai primi di Luglio con tappa a Lugano e siamo arrivati a fine Luglio in Sicilia per poi concludere con una festa indimenticabile a Varese ai primi di Agosto. È stato vivere un sogno! L’odore dei palchi, delle notti insonni, gli applausi dei fan… ma anche gli imprevisti beffardi e le scene esilaranti fanno parte del pacchetto di esperienza vissuta che capitano in una tournée! Insomma ho finito l’ultima tappa piangendo come un bambino… tra l’amore dei fan e gli abbracci della band! bellissimo! 

In questo momento sei uscito con due singoli, “La mia vita” e “Respira”, che sono molto differenti tra loro, ci spieghi il motivo di questa scelta?

Sono brani scritti entrambi in momenti delicati della mia carriera artistica e della mia avventura umana. Entrambe parlano di speranza e di resistenza interiore… con note differenti ma con lo stesso scopo emotivo. Penso che in questo momento possano infondere coraggio e positività nel cuore di chi li ascolta.

Sappiamo che di recente hai fatto la data zero del tuo tour in un teatro di Milano, raccontaci come mai hai scelto proprio i teatri e se hai già in programma un tour in tutta Italia

A Novembre 2019 io, Beppe Ciaccio ed Enrico Fornatto abbiamo fondato la Reverie Acoustic Band. È una band di 12 elementi che richiama le orchestre italiane degli anni 70 con archi fiati percussioni chitarre, pianoforte e tastiere e che nello stesso tempo integra elettronica,rock, sinfonia lirica e tradizione cantautorale italiana. Un progetto molto ambizioso che si sposa molto bene con il teatro  anche perché c’è un attore che recita poesie tra un brano e l’altro durante lo spettacolo e questo rende il progetto ancora più adatto al palcoscenico teatrale. La prima a Milano è stata una data zero al Factory32 in zona Navigli ed è andata veramente bene e ,premettendo che questa emergenza sanitaria rientri nella normalità quotidiana, ci stiamo affacciando alle future date con ottimismo e fiducia. 

C’è un momento della giornata in cui ami particolarmente scrivere?

Si verso sera quando tutto è più calmo e di solito le altre anime dopo una giornata di lavoro si buttano sul divano e si fanno ipnotizzare dalla televisione … io guardo fuori dalla finestra e scrivo… 

Hai un gesto scaramantico prima di salire sul palco?

Di solito mi isolo per qualche minuto e ascolto un po’ di musica e continuò a sbirciare da dietro le quinte per vedere se la sala è piena… quei cinque minuti prima sono veramente nervoso… lo ammetto… poi entro sento gli applausi scrosciare… prendi il microfono e qualche strofa dopo… tutto è passato… 

Raccontaci l’episodio più folle che ti è capitato durante un concerto

Una volta durante una tappa del tour il proprietario di un locale ci ha portato fiaschi di vino, salami e provole… poi ha detto al manager se vi va bene è così altrimenti da qua ve ne tornate con le ruote del furgone bucate…

Secondo te qual è la caratteristica o la particolarità che dovrebbe spingere una persona ad ascoltare la tua musica rispetto quella di un altro artista

Sinceramente non lo so con certezza, quando ero più pischello ero più arrogante ma oggi penso che ci siano tanti bravissimi artisti in giro per il web e per i locali. La differenza che mi da qualche punto in più e che mi gioco la carta della poetica e del testo. Cerco di arrivare dritto al cuore quando scrivo una canzone  e cerco anche di essere vero e sincero  con i miei ascoltatori…questo mi sta ripagando del lavoro di questi anni e ringrazio tutti coloro che mi vogliono bene!

Quando pensi alla tua musica c’è un colore a cui istintivamente la assoceresti?

Verde, rosso e blu. 

Se ti dovessi avere solo un brano per presentarti ad una persona che musicalmente non ti conosce, quale tra le tue canzoni useresti come “biglietto da visita”

Questa è una domanda davvero difficile… penso che sceglierei “La nave di Rea” anche se “La mia vita” è un brano che parla davvero di me della mia storia…

“La mia vita” e “Respira” sono contenute nella nostra playlist “Plata o Promo”: https://spoti.fi/2Rz4CzK