INTERVISTA ALLA STAR DEL WEBLA ZIA LAURETTA

In questo fresco lunedì di fine luglio, mentre la pandemia ci lascia qualche settimana di respiro e di relativa tranquillità, la Zia Lauretta (ospite di punta del format di Instagram del giovedì sera VitadaFactory, nonché animatrice e protagonista di altre esilaranti pagine social) decide di rispondere alle nostre domande, per rivelarci qualcosa di sé, dei suoi personaggi e (magari) anche per svelarci il segreto della sua simpatia e spontaneità, che hanno conquistato tutti. Seduti sui comodi divanetti della sede della TimeTrackFactory, la nostra Zia (al secolo Laura Mangili) sembra quasi voler smettere i panni dell’interprete satirica e dissacrante, per assumere un’aria quasi seria, concentrata, direi professionale.

Cominciamo proprio con questa domanda: perché Laura Mangili è diventata La Zia Lauretta? Quando è successo e perché?

È successo un giorno che con Marta (Marta Riva, fondatrice del gruppo BergamoStyle) in ufficio facevamo dei piccoli sketch così, per ridere. Io magari arrivavo cantando, travestita da Carnevale, oppure a Natale arrivavo con un cappello in testa che suonava. Entravo, lei rideva e diceva: “Ah, che bello è arrivata Laura!”. E facevo fare un sorriso, ma era proprio una cosa semplice. E allora lei ha notato che in me c’era un’abilità a comunicare, che ero in grado di trasmettere allegria. Poi ovviamente il mio mestiere di impiegata amministrativa mi imponeva un lavoro d’ufficio molto intenso. Però questi momenti piacevoli avrebbero potuto, secondo Marta, divertire e alleggerire le giornate delle persone. 

E da lì abbiamo cominciato a organizzare delle piccole scenette: mi chiedeva di imitare personaggi della televisione e queste situazioni facevano molto ridere. Marta così è riuscita a sbloccarmi, a farmi superare la mia rigidità e a farmi recitare delle piccole parti: in questo modo ho scoperto una dote comunicativa che non sapevo di avere. 

Quando, durante questi sketch, mi si chiede di fare una certa espressione, io mi sforzo di realizzarla e duplico dei modelli che ho in testa; di solito mi riesce sempre bene al primo ciak e non sono necessarie ripetizioni della scena… 

Quindi, da questi primi ruoli, è nato il nome di Zia Lauretta, inventato da Marta stessa, che è riuscita a tirar fuori il meglio da me.  

Posso chiederti chi è e che cosa fa Laura Mangili quando non è La Zia Lauretta?

Quando Laura Mangili non è la Zia Lauretta è un’impiegata che, in quarant’anni, ha lavorato in diverse aziende. Il mio lavoro mi piace molto e ho molta dimestichezza coi bilanci, i pagamenti, le entrate e le uscite… Sul lavoro sono una persona molto precisa e, quando tutto quadra, mi dà grande soddisfazione. Ho un figlio di 40 anni che vive in Piemonte e sono divorziata da 10 anni. Questo, insieme al fatto che sono ormai in pensione, mi permette di avere molto tempo libero, una parte del quale lo dedico alla lettura, che amo molto. Ho anche tante amiche con cui mi diverto e con cui mi piace uscire.

Nella mia vita ho dovuto perdere tante amicizie, a causa dei tanti trasferimenti della mia famiglia: fino a 10 anni ho vissuto in Città Alta, poi mi sono dovuta trasferire a Longuelo, poi di nuovo in Città Alta e per un periodo ho anche vissuto a Seriate. Per fortuna, grazie al mio carattere aperto, ho sempre trovato nuove amiche.

Quando apri gli occhi la mattina, ti senti più Zia o più Laura? Ti capita di confondere le due identità, per esempio parlando da Zia o salutando qualcuno col tuo (ormai) leggendario “Chaocchao”?

Assolutamente no: quando mi sveglio la mattina io sono Laura! Mi alzo sempre col sorriso e ringrazio di esserci ancora per un altro giorno. La mattina sono sempre positiva e raramente ho il broncio. 

Non mi capita mai di confondere le mie due identità, anche perché il mio mestiere mi richiede di essere seria e di relazionarmi con figure professionali di un certo tipo. Anche fra le amiche, distinguo quelle del BergamoStyle (con cui parlo e mi rapporto in un certo modo) dalle mie coetanee: non mi capita mai di confondere i ruoli, anche perché io sono io e la Zia Lauretta invece è un personaggio. 

Ma le tue amiche esterne al BergamoStyle sanno di questa tua doppia identità?

Certo che lo sanno e mi seguono anche su Instagram! Sono rimaste molto sorprese dal fatto che ultimamente sono diventata più vivace ed aperta e ne sono molto felici. 

Sei entrata nella TimeTrackFactory insieme al gruppo del BergamoStyle, di cui fanno parte le tue 5 inseparabili amiche. Quale atmosfera hai trovato all’interno di questa grande community di artisti?

L’atmosfera di avere quella famiglia che ho sempre desiderato e che non ho avuto, perché sono persone uniche che hanno una “cartuccia in più”, persone che (solo guardandoti) capiscono se quel giorno non stai tanto bene: allora vengono lì, ti danno un abbraccio e ti regalano una frase che ti fa sentire che siamo davvero una famiglia. E non solo il BergamoStyle, ma anche tutta la TimeTrackFactory: c’è una fratellanza che non trovi con facilità, c’è quel qualcosa in più che ti fa sentire ben inserita, accettata e ti dà quell’affetto di cui ciascuno ha bisogno. Ed è davvero fantastico: di gruppi così ce ne sono davvero pochissimi!

Quindi qui alla TimeTrackFactory ti sei sentita accolta come un’artista fra gli artisti…

Sì, anche se io, in realtà, non mi sento un’artista, ma una persona normalissima per cui, soprattutto all’inizio, mi chiedevo: “Qui tutti mi dicono che sono un’artista, ma secondo me hanno sbagliato…” (ride). Questo è il motivo per cui, spesso, preferisco tenermi un po’ “indietro” e rimanere sempre e comunque coi piedi per terra. 

Vuoi dire brevemente in che cosa consiste il BergamoStyle e come sei diventata il personaggio simbolo, quasi la mascotte di questa allegra compagine?

Come ho fatto non lo so (ride)… È stata sempre una decisione di Marta, la leader del gruppo, la quale ha notato in me questa particolare espressività e ha quindi deciso che doveva esserci una persona attorno alla quale ruotassero un po’ tutti gli sketch. Comunque per me siamo tutte uguali, perché ciascuna ha qualcosa da dare al gruppo. Resta il fatto che la decisione di Marta mi ha onorato, anche se spesso le propongo di far fare una scenetta anche a un’altra delle ragazze… Ma la risposta è sempre la stessa: “Tu ci devi essere, poi ci saranno anche le altre”. 

Il nostro scopo rimane quello di far sorridere la gente e di sganciarla per qualche minuto dai propri problemi quotidiani, regalare attimi di serenità. E le varie idee vengono da ognuna di noi 6; poi ogni singola proposta viene discussa ed elaborata dal gruppo.  

Col BergamoStyle sei stata protagonista di numerosi sketch filmati, in cui hai interpretato diversi personaggi, fra cui la consigliera matrimoniale, la personal trainer, la consulente estetica, la sindaca, nonché il celeberrimo Zio Fester e addirittura Lauretta Anderson (parodia di Pamela). 

È stato il tuo esordio come attrice, oppure avevi già recitato in passato? Ti trovi a tuo agio nei ruoli in cui aiuti gli altri (ricordiamo anche il personaggio di SOS Lauretta), oppure queste interpretazioni hanno solo un’intenzione ironica?

Io sono sempre stata una persona che amava aiutare: anche prima di conoscere il BergamoStyle andavo in chiesa, aiutavo il prete, andavo ad aiutare le persone anziane al ricovero, preparavo la bancarelle natalizie in oratorio. Poi, entrando in questo gruppo di amiche, ho portato questa mia passione nei personaggi che interpretavo.

Devi sapere fra l’altro che, ogni volta che le ragazze mi propongono un nuovo ruolo, io parto sempre dicendo: “Ah, no no! Io questo non lo faccio, scordatevelo, non sono capace, non riesco!” (ride). Poi, pian piano, mi convincono e io accetto. Ultimamente hanno quindi adottato la strategia che mi comunicano il personaggio un’ora prima di andare in scena, per cui io non posso più dire di no (ride)… Poi, quando mi rivedo dopo l’interpretazione, rido di me e la cosa mi diverte, anche perché so che regalo dei momenti piacevoli agli altri.

Per rispondere all’altra domanda: non mi è mai capitato nella vita di recitare o di fare spettacoli, a parte la partecipazione al gruppo folkloristico degli Arlecchini, in cui cantavo e danzavo in costume nelle piazze bergamasche e non solo. 

All’interno del profilo Instagram del BergamoStyle sei protagonista anche di una simpatica rubrica, che passa in rassegna (descrivendoli) i luoghi più emblematici della città di Bergamo. Che cosa vuoi trasmettere al popolo social attraverso questi tuoi interventi?

Il messaggio che vogliamo trasmettere (proprio in questo periodo così particolare) è dare la possibilità alle persone di conoscere tutte queste bellezze (che abbiamo nella città di Bergamo), attraverso una serie di informazioni (storiche) che magari non tutti conoscono. Essendo io nata a Bergamo e bergamasca al 100%, ero molto motivata da questo progetto, che ha permesso anche a me di approfondire dettagli sulla mia città che io stessa non sapevo.

Tu conduci questa trasmissione come Zia Lauretta…

Sì, la conduttrice è proprio il mio personaggio della Zia. Abbiamo deciso così per dare un tocco di ironia alla rubrica. Infatti ho avuto diversi riscontri di persone che si sono complimentate per la precisione delle informazioni, ma anche per la simpatia.

L’apice della tua popolarità l’hai raggiunto attraverso la tua partecipazione (come ospite fisso) al format del giovedì sera VitadaFactory: così sono nati personaggi come Laura Lauragni, la Miss SonoInForma, Lauretta Bertis, Suor Lauretta Monaca di Monza… Da dove nasce tanta fantasia nei travestimenti e nelle interpretazioni? 

Ogni settimana l’argomento della trasmissione cambia, quindi Marta, Serena e Federica (del Bergamostyle) discutono su come organizzare il mio intervento e su quale personaggio farmi interpretare. Poi, ad un certo punto, mi comunicano la loro proposta e mi preparano i costumi e i testi che dovrò recitare. Quando è il momento di andare in scena io mi calo nel personaggio e, a seconda delle domande che mi vengono rivolte dai presentatori, rispondo, interpreto e improvviso.

Qual è il personaggio che hai amato di più interpretare? Quello che ti ha divertito di più o quello nel quale ti sei meglio identificata?

Non c’è stato in verità un personaggio che io ho preferito: li ho amati tutti allo stesso modo. Mi sono però molto divertita ad interpretare il ruolo del sindaco, forse perché è un ruolo “istituzionale”, nel quale (visto che il mestiere che ho sempre svolto) è stato più facile immedesimarmi. 

Come è nato il personaggio del quinto Beatles che hai ideato per la puntata del 9 luglio scorso? 

Quello è nato dalla fantasia di Serena, che mi ha fatto questa stranissima proposta. 

E quello del gemello di Damiano del Maneskin?

I Maneskin, a dir la verità, li conosco poco, anche perché i miei gusti musicali sono un po’ più “tradizionali”. Però le ragazze mi hanno fatto vedere un loro video e allora ho cercato di imitarli, di “duplicarli”, che è poi la cosa che mi riesce meglio. 

Qual è il segreto della simpatia della Zia Lauretta, quello che le ha permesso di guadagnare successo e affetto da parte di tutti?

Il segreto è essere se stessi, non porsi limiti e vincoli, ma far emergere la spontaneità. E soprattutto voler bene a tutti, trasmettendo gioia e ironia. E questo viene riconosciuto da chi ti segue e ti ascolta. 

Io, prima di entrare nel gruppo del BergamoStyle, mi facevo tanti problemi e avevo mille dubbi su ciò che dovevo e potevo fare. Ma poi ho imparato a superare tutto e ad esprimere me stessa, tirando fuori le doti che avevo. Certo, ci vuole coraggio e anche il non prendersi troppo sul serio.

E soprattutto è fondamentale essere inseriti in un gruppo, che ti consiglia e ti corregge. Sempre in un clima di serenità, rispetto e ironia… perché, come dico sempre, nella vita non si viaggia mai da soli. 

Una domanda per i tuoi numerosi fans: il tuo fantomatico fidanzato/marito Ubaldo, che appare in tante delle tue scenette, esiste davvero oppure no?

Ubaldo non esiste, ma nasce dalla necessità scenica che, accanto alla Zia Lauretta, ci fosse un uomo col quale ha condiviso tanti viaggi ed emozioni. Io nella mia vita, oltre a mio marito, ho avuto diverse altre relazioni e convivenze, ma poi alla fine gli uomini sono scappati tutti (ride)…

Quindi adesso, dopo questa rivelazione, i tuoi fan si sentiranno liberi di provarci con te… (Laura ride).

E Serena, che ti aiuta coi costumi e che tu, in vari sketch, hai riempito di tanti validi consigli sul suo futuro matrimoniale… alla fine sei riuscita a farla sposare?

No, ancora non si è sposata, ma abbiamo ottenuto che è andata a convivere col suo fidanzato: quindi magari qualche consiglio che le ho dato è anche andato a buon fine…

Ultima domanda: che cosa vuol fare Laura Mangili da grande? Che cosa è disposta a fare per l’arte, per i suoi personaggi e quindi per se stessa?

Beh, per il futuro prendo quello che c’è, quello che “passa”. Sicuramente voglio continuare a fare la Zia Lauretta: tante persone mi seguono, si mettono in contatto con me e quindi voglio continuare a fare qualcosa di buono per divertire ed aiutare. E poi per il resto… succederà quel che succederà.

Qualche anticipazione, uno scoop su qualche progetto…?

Su questo non sono autorizzata a parlare… Però posso dire che la Zia Lauretta continuerà a divertirvi e continuerà anche la mia rubrica su Bergamo: non ci fermiamo mai… le idee sono sempre tante, ma sono ancora in fase di elaborazione. 

Una sola cosa posso solo dire e cioè che abbiamo in programma di fare… i GhostBusters, quindi c’è l’idea di prendere un furgone bianco… sai i GhostBusters, quelli che vanno in giro ad acchiappare…? 

Ecco, però sono tutte idee messe lì, poi si vedrà… 

Ricordo che Laura è su tutti i social, da Facebook a Instagram a TikTok.

Ecco, diciamo che io non sono “nata social”, ma l’esigenza di comunicare mi ha spinto ad aprire i miei canali. TikTok lo seguo di meno, molto di più Instagram, mentre su Facebook ho solo il mio profilo personale. Devo dire che questo mondo virtuale mi piace sempre di più e cerco di tenermi aggiornata, anche perché il futuro… è social. 

Un ultimo messaggio per i nostri lettori di CrisiMag…?

Siate voi stessi, buttatevi sempre, senza mettere in mezzo dei “se” e dei “ma”. Esprimete sempre quello che, artisticamente, vi viene spontaneo fare, senza titubanze. E cercate di avere attorno a voi un gruppo che vi aiuti e che vi motivi. 

È vero che nella vita ci sono molti impegni, però dobbiamo dedicarci anche a qualcosa che piace a noi, a qualcosa di artistico e creativo, altrimenti rimaniamo senza soddisfazioni. Perché la vita… è troppo bella per trascorrerla solo ad aspettare!

intervista di Samuele Alinovi