Flavio Zen e la sua poetica “Kotodama”

Flavio Zen è tornato con un nuovo brano “Kotodama”. Il singolo, rispetto ai precedenti,
gioca molto di più con i suoni. Non siamo di fronte al classico brano trap/rap, ma a un mix
di diversi sound. Il risultato è un pezzo con un più old-school/lo-fi/pop.
In “Kotodama” c’è anche lo zampino di Fabrizio Covella e delle sue chitarre rock. “Adoro
mescolare i generi aggiungendo del rock quando sembra non azzeccarci tanto, un po’
come ho fatto in “Om Mani Padme Hum” dove ho fatto suonare dal mio amico Nino un
assolo di piano jazz su un beat di stampo trap, cosa che fino ad ora non avevo mai sentito
nel rap”, dichiara il rapper.
Flavio Zen si diverte a coinvolgere l’ascoltatore, ma soprattutto a sorprenderlo. I
suoi brani non hanno una linea melodica che puoi indovinare, ma solo un sound a cui
lasciarti andare. Accattivante, incalzante ed emozionante. Tre caratteristiche che
descrivono perfettamente il nuovo singolo dell’artista.
“Kotodama è uno dei brani in cui ho sperimentato di più a livello di flow, cambiando spesso
metriche e stili passando dal rap più classico a varie forme di cantato. Per deformazione
professionale, purtroppo, è raro che qualcosa mi sorprendi per cui riesco a godere della
musica solo quando ci sono variazioni inaspettate, secondo me fare un bel brano è più
facile che fare un brano che non annoi, e io non voglio annoiare, voglio dare un punto di
riflessione ma anche far muovere la testa, per me la musica è questo”.
Oltre ad un sound interessante, “Kotodama” ha un testo che non passa indifferente.
Questo brano parla di come, a volte, bisogna lasciarsi alle spalle vecchie abitudini in modo
da cambiare mindset per passare all’azione, non importa cosa o come, spesso è
importante fare, restare in movimento e aggiustare il tiro man mano che si procede.

Biografia
Flavio Zen nasce nel caldo Giugno del ’91 sotto alla cupola più alta del Salento.
L’esigenza di esprimersi si manifesta fin da bambino attraverso il disegno e la scrittura.
Qualche anno più tardi, nel 1999, si manifesta in lui anche la passione per la musica e la
produzione musicale. Inizia ad arrangiare i suoi primi lavori sulla sua Playstation grazie a
dei singolari software di producing (music 2000, music 3000, music generator e affini).
I suoi primi brani erano fortemente ispirati agli anni ’90 infatti si muovevano su un sound
dance. Ai tempi del liceo cambia tutto. Si avvicina al rap e trova nell’hiphop il suo vestito
migliore. Si lancia nel mondo della comunicazione artistica attraverso i suoni, le immagini
e le parole. Unendo la sua passione per la pittura e scrittura realizza autonomamente tutti
quanti i suoi lavori e dal 2008 comincia a pubblicare in rete i suoi primi dischi rap
autoprodotti.
Flavio Zen ha auto-prodotto 14 dischi ritagliandosi una nicchia di fan che lo seguono e
apprezzano da diversi anni. La sua musica trova ispirazione da diverse fonti: i primi erano fortemente influenzati dal soul di Ghemon, mentre dal 2013, affinando la tecnica da
beatmaker, ha elettrificato sempre più i suoni.
Nel 2016 è stato nominato MC dalla LIPS (lega italiana poetry slam) a seguito della vittoria
di alcune battle territoriali. Nel corso della sua carriera ha collaborato e si è esibito con
artisti di spicco della scena hip hop italiana tra cui Willie Peyote, Bassi Maestro, Johnny
Marsiglia & Big Joe, Louis Dee, Barile & Gheesa, Francesco Paura e Hyst.
Flavio Zen cura tutto nei minimi dettagli: dalla grafica della copertina al suono finale. Nel
corso degli anni ha sperimentato fino a creare un sound unico e tipico solo di Flavio Zen. Il
22 luglio è uscito “Sotto la mia pelle”, brano che butta le basi per il nuovo singolo
“Kotodama”.

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