Intervista ad Alessandro Pagni sul suo nuovo libro

  1. Nome e cognome:

Alessandro Pagni

2. Nome del tuo libro/silloge poetica:

“Il Viaggio”;

3. Parlaci del titolo, a cosa è dovuta la scelta?

Il tema cardine dell’opera il “Viaggio”, appunto, il viaggio interiore: dall’oscurità delle tenebre, le tenebre che ho dovuto affrontare in passato, cioè la depressione, fino alla luce del sole, “rivedendo le stelle”. Il viaggio è strettamente legato alla pura essenza dell’individuo. Come ha
ben scritto la psicologa Sara Campo nell’introduzione, infatti, nel tuo “viaggio” del
mondo interiore non potrai tornare mai dallo stesso punto iniziale perché tu stesso
sei cambiato. Ma cosa significa “cambiare”? Questa domanda si lega direttamente
ad una delle tante lezioni che ho imparato nella vita: si nasce per essere felici e
questa silloge mostra una via per arrivare alla propria felicità, una via tortuosa che
persegue una stella comune, cioè il benessere interiore.

4. In tre parole descrivi il tuo libro:

interiore, spirituale e catartico.

5. Da dove hai tratto ispirazione per scriverlo?

La silloge, come ogni opera artistica, o almeno come tante, nasce dal dolore. Credo fortemente a questa teoria: l’ispirazione artistica nasce dal dolore, dall’aspro incontro tra felicità e tristezza, armonia e caos, luce e oscurità. Tanti artisti e scrittori si sono scontrati con una realtà avversa. Ciò che voglio dire, quindi, è che anche io ho dovuto affrontare un lunga ed
interminabile depressione, a causa della mia situazione familiare, molto complessa
che per rispetto non voglio trattare. Mi sentivo fragile e soprattutto solo (in tanti
versi si rimarca questo aspetto della mia esistenza). Tante lacrime ho versato,
troppe, ma in quell’oscurità ho trovato la luce, ho intrapreso un cammino che mi ha
fatto conoscere chi sono: sono riemerso dalle tenebre. Leggendo tra i versi si scorge
l’ombra delineata del mio più grande maestro, della figura paterna che mi ha
assistito nei momenti più bui, mio maestro di vita: Dante Alighieri. Chi meglio di lui
sa cosa sia il “viaggio”, riscoprendo se stessi? Chi meglio di lui sa cosa sia l’Inferno
o la stellata dimora del Firmamento? Nel periodo di depressione mi sentivo perso,
solo, senza nessuno che mi accettasse per quello che sono, cioè un poeta. Avevo
bisogno di parlare con qualcuno che sapesse ascoltarmi. In quei momenti mi sentivo
isolato dagli altri, escluso. In quell’istante, però, tutto cambiò, una voce mi spinse a
leggere ogni sera un canto della “Commedia”. Così, iniziai a dialogare con Dante
che, prendendomi per mano, mi accompagnò nel mio “viaggio”.

6. Dove si può acquistare?

Il libro si può acquistare nei siti online delle maggiori librerie d’Italia come Libreriauniversitaria, LaFeltrinelli, GiuntiEditore e direttamente dal sito della casa editrice che ha pubblicato il mio libro e che ringrazio infinitamente, la LCE, Laura Capone Editore.

7. Cosa vuoi dire ai lettori?

Il libro nasce come “viaggio” interiore, appunto, mostrare
il percorso che ho compiuto, dove ogni lettore può intraprendere questa strada, dove
ogni lettore può riconoscersi in quel “pellegrin”, partire insieme ad una guida
speciale, “La Volpe di Fuoco”. Il lettore può ammirare con i propri occhi paesaggi,
scogliere, pianure. Sentire e dialogare con i tanti personaggi presenti nell’opera, vedere la realtà sotto un’altra prospettiva. Riuscire ad evadere con la fantasia. Come detto prima, lo scopo è perseguire la propria felicità, certo non la felicità eterna, ma il nostro scopo vitale è di ricercare quella felicità perenne, temporale, non fugace come può essere il “desiderio dell’oggetto”. La vera felicità, infatti, risiede nel riscoprire le proprie passioni, desideri e sogni, veri motori della vita ( “Chi non sogna più morto ormai da tempo”). Questa riscoperta sta nel comprendere noi chi
siamo. Ecco, questo è il vero tema del libro, scoprire chi siamo. Dobbiamo
spogliarci di tutte le vesti sociali, come direbbe Pirandello “le maschere” (studente,
operaio, professore…), rimanere “nudi” davanti allo specchio e porsi la fatidica
domanda: “Io chi sono?” In tanti, per timore o per indifferenza hanno evitato questo
passo, fondamentale per il cammino dell’uomo. L’uomo vive nella propria
insoddisfazione perenne perché si perso nella sua “selva oscura”, in questa
domanda, non trovando risposte. Non dobbiamo avere paura dell’abisso, poiché tale
oscurità ci insegna a maturare e ad avvicinarsi alla nostra stella, cioè la felicità,
quella vera. Questa è la chiave del libro. Questo è il viaggio che deve percorrere
l’uomo nell’arco della sua esistenza. Le pagine del libro mettono a nudo l’animo del
lettore, dove può riflettere sulla propria identità, attraversando i “Campi del Pianto”,
passando dal “Fiume della Vita”, per arrivare a quel giardino, quieto, misterioso.

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