Sono i DANG DANG, band romagnola la cui musica si traduce in un mix unico di influenze new wave, post-punk e art pop, plasmando un sound di respiro internazionale che li ha portati ad aprire per artisti del calibro di Protomartyr, David Eugene Edwards (16 Horsepower, Woven Hand) ed Alexander Hacke (Einstürzende Neubauten).
Di recente hanno pubblicato il proprio terzo album, dal titolo Liar, nato e cresciuto durante la pandemia e completamente autoprodotto, anticipato dal singolo Filthy White Liesdi cui è disponibile un particolarissimo videoclip realizzato dalla band stessa. Negli ultimi giorni è uscito anche un video firmato dal membro della band Matteo Castagnoli per il penultimo brano del disco, Vamos a la Playa, rivisitazione in chiave alternative del grande classico dei Righeira, di cui omaggia le sonorità più new wave.
Concepito durante il periodo pandemico e uscito quest’anno in
streaming, digital download e compact disc, Liar è l’ultima
autoproduzione dei cesenati DANG DANG, e rappresenta la naturale
evoluzione di un progetto sonoro partito ben undici anni fa all’insegna
di suoni allucinati e psichedelici di band quali Stone Roses e Happy
Mondays, come si evince dai precedenti album You Should Be Happy
del 2016 e Bellaria del 2019. In questo disco, tuttavia, le intuizioni
synth-wave che avevano più pienamente caratterizzato i lavori
precedenti diventano preponderanti rispetto al mood psichedelico delle
origini, trovando un’espressione più articolata, personale e ricca di
rimandi e contaminazioni.
L’artwork elegante ed enigmatico di Massimiliano Marianni prelude a 10
nuove tracce in bilico tra introspezione esistenziale e attitudine
elettro-punk. Si passa infatti da canzoni malinconiche ed evanescenti
come in un sogno, dove spesso un seducente sax rievoca i primi
Ultravox e Roxy Music, a brani immersi nel groove della dance-punk in
auge nel primo decennio del 2000, che richiamano alla memoria il
sound di gruppi come Chk Chk Chk!!!, CSS e The Rapture.
L’omaggio-cover di Vamos a la Playa, poi, è danzereccio quanto basta
per farci dimenare in un sabba italo-disco. Si tratta di una rivisitazione in
chiave alternative del grande classico dei Righeira, riprendendo in
particolare le sonorità più new wave del primissimo demo di quella che
sarebbe diventata una hit due anni dopo, nell’estate dell’83. Il brano è
accompagnato da un videoclip realizzato dal membro della band
Matteo Castagnoli, le cui immagini riflettono lo scenario post-atomico
dipinto anche nel brano dei Righeira, rappresentando quindi una
denuncia contro la bomba atomica, minaccia tristemente attuale nel
contesto internazionale che stiamo vivendo.
Un album irresistibile sia per i palati più affini all’estetica sofisticata
dell’elettronica anni ’80 che per gli estimatori dell’indie dancefloor più
recente e, in generale, per tutti coloro che amano «ballare con le
lacrime agli occhi» e la testa accesa.

CREDITI
I DANG DANG sono Matteo Castagnoli, Fabio Borroni, Nicola “Rospo” Bustacchini e Lara Zambelli.
Prodotto e registrato da Matteo Castagnoli presso il LOOOL di Cesena e il Dang Dang Studio di
Bellaria.
Mixato e masterizzato da Enrico “Enri” Zavalloni presso l’Atomic Studio di Longiano.
Hanno suonato:
Matteo Castagnoli (chitarra, synth, backing tracks, drum programming, voce)
Fabio Borroni (chitarra, basso, voce)
Nicola “Rospo” Bustacchini (basso, voce)
Lara Zambelli (synth, voce)
Artwork di Massimiliano Marianni.
Streaming “Liar”
Download “Liar”
Videoclip “Filthy White Lies”
Videoclip “Vamos a la Playa”
