L’ITALIA CHE RIPARTE: Azienda agricola Della Fara

  1. Nome e cognome

Paola Della Fara

2. Nome dell’azienda:

Azienda Agricola Della Fara

3. Breve storia e descrizione azienda:

Azienda Agricola Della Fara nasce nel 2012 a San Giovanni Bianco BG da una passione di mio padre, Italo, per il mondo delle Erbe Spontanee e che io stessa ho seguito, abbracciando appieno la sua storia. Un mondo quasi dimenticato ma ricco di racconti e tradizioni. Le Erbe Spontanee sono da sempre parte della cultura gastronomica del nostro territorio, tant’è che nelle nostre zone, non è insolito sentire qualcuno dire “Sono andato a Paruch..”, un’espressione quasi dialettale per indicare la raccolta spontanea dello Spinacio Selvatico di montagna. Ed è proprio dal Paruch che nasce la nostra azienda, a conduzione prettamente familiare. Nel 2012 abbiamo, infatti, avviato la prima coltivazione di Paruch (Erba del Buon Enrico o spinacio selvatico) in Val Brembana, dando una svolta alle nostre vite e abbondando quasi completamente le precedenti occupazioni nel settore del commercio. Il sogno però non si è fermato alla “semplice” coltivazione, ma si è realizzato con un passo inevitabile: rendere questi antichi sapori più accessibili e al passo con i tempi, facendoli riscoprire e riportarli sulle nostre tavole. Come? Mettendoli in vasetto! Nascono così quelli che sono stati definiti “prodotti tipici ma un po’ atipici”! Salse, condimenti, confetture, sciroppi e digestivi a base delle erbe spontanee più tipiche delle Prealpi Orobiche come, per esempio, la Silene, l’Aglio Orsino, il Rabarbaro, la Rosa Canina e molte altre ancora. Tutto facendo il possibile perché le erbe spontanee che coltiviamo crescano nel modo più naturale possibile e creando prodotti senza conservanti che mantengano inalterati i sapori originali di queste erbe ma che siano, allo stesso tempo, innovativi e moderni.

4. Come sta vivendo la tua azienda il periodo di lockdown?

Vivendo in una delle aree più colpite dalla pandemia, in Val Brembana, abbiamo voluto fermarci completamente dal punto di vista commerciale, non tanto per via delle restrizioni, in quanto essendo produttori alimentari avremmo potuto continuare a lavorare, quanto per senso di responsabilità. Ci siamo così dedicati esclusivamente ai nostri campi, apportando notevoli modifiche strutturali e mettendo il tutto in sicurezza in previsione delle visite in azienda nel periodo estivo, che fortunatamente siamo riusciti a svolgere nel mese di agosto. Siamo stati decisamente fortunati, quando tutto il mondo era chiuso in casa, noi potevamo stare all’aria aperta e svolgere lavori che, in periodi normali, non avremmo avuto il tempo di portare a termine.

5. In base alla situazione attuale che strategia stai attuando per affrontare questo periodo? Hai implementato dei nuovi sistemi?

Come dicevo, durante il primo lockdown ci siamo “isolati” nei nostri campi, lavorando, progettando e creando anche nuovi prodotti, come ad esempio le “Cimette di Paruch sott’olio”, nate proprio quest’anno. Ad ottobre invece, vista la costante incertezza in cui stiamo vivendo, abbiamo lanciato il nostro e-commerce con l’obiettivo principale di essere comunque vicini a chi da anni ci sceglie per i regali di Natale. Questo progetto, di cui eravamo abbastanza scettici, ci ha però piacevolmente sorpresi, anche al di fuori del Natale

6. Qual è l’azione di successo della tua azienda e che consiglio potresti dare a chi sta per intraprendere per la prima volta un percorso imprenditoriale?

Ciò che è fondamentale è la capacità di distinguersi, di essere originali e mai banali. Di trovare la propria strada e di seguirla sempre, costi quel che costi, senza mai snaturarsi solo per inseguire qualcosa che per altre realtà sembra funzionare. Ognuno ha la propria identità che sarà quella che ti potrà portare a raggiungere il tuo obiettivo. Se invece preferisci seguire la massa e “imitare” quello che fanno altri, allora rimarrai sempre nella massa. Non credo esista la chiave per il successo, ogni realtà è a sé e ognuno ha obiettivi e sogni diversi. E forse sono proprio i sogni che ti spingono a continuare a migliorarti e non accontentarti mai!

7. Che ruolo ha il social nell’espansione della tua azienda?

Abbiamo iniziato ad utilizzare i social in modo più costante proprio durante il primo lockdown. Volevamo offrire una distrazione alla monotonia dell’essere obbligati in casa. Così ogni giorno mostravamo l’avanzamento dei lavori, i nostri campi, l’aglio orsino che ricominciava a crescere… insomma, una sorta di finestra sul mondo! Posso dire che abbiamo un rapporto di amore-odio con i social: tutto ciò che postiamo deve avere un senso logico, deve avere a che fare con le erbe spontanee, con i nostri prodotti o con la nostra filosofia. Per noi la pagina social di un’azienda deve essere così, magari qualcuno la troverà noiosa, ma deve avere un indirizzo preciso, senza rischiare di cadere nella “moda” dell’influencer medio che pur di apparire, posta qualsiasi cosa. Ecco perché amore-odio!

8. Che ruolo ha l’arte nella tua azienda?

Credo che si possa trovare arte in ogni cosa che facciamo. E come premessa vorrei dire che “Arte” non è solo il bel dipinto o la scultura o l’architettura. Arte è tutto ciò che fai con passione, quindi vedo l’arte nell’imparare a coltivare la terra, nella piantina che inizia a crescere per poi vederla trasformata in una salsa o in una confettura. Fino poi ad arrivare a quello che può accostarsi di più al concetto di arte, quindi parlo di brochure, di etichette o della grafica del sito, tutti aspetti che seguiamo noi dalla A alla Z, siamo un po’ dei tuttofare!