SPIDER-MAN: FAR FROM HOME

Nuova avventura per l’Uomo Ragno firmata Marvel, dove il bravo ragazzo Peter Parker è stavolta chiamato ad una nuova ed insolita missione.

   Il mondo degli Avengers è decisamente in una fase di passaggio, dopo la morte di Tony Stark-Iron Man: serve qualcuno che sostituisca l’uomo d’acciaio nel coordinamento dei Supereroi e lo stesso Iron Man (prima di morire) ha pensato proprio a Spider Man per quel ruolo; e per questo gli fa anche pervenire un regalo: un paio di occhiali (in grado di controllare uomini e droni) che fungono da “investitura” ufficiale.  

   Ma il “povero” Peter appare davvero in crisi: in questo episodio (almeno per buona parte di esso) il ragazzo sembra avere disperatamente bisogno di “normalità”, di essere un ragazzo come tanti, di prendersi una meritata vacanza, anche per cercare di conquistare il cuore di una bella compagna di classe. Non se la sente proprio di diventare un Avenger a tempo pieno: si sente troppo giovane e inadatto al ruolo che il defunto gli ha affidato.

   Ma il suo “destino” non pare lasciargli tregua, nemmeno durante una gita scolastica a Venezia (lontano da casa, appunto), a cui lui tiene particolarmente.

   Il nemico di turno? Un certo Quentin Beck, un imbroglione che vuole diventare l’unico supereroe al mondo; e per farlo usa l’inganno: proietta ologrammi con droni, in modo da creare mostri e situazioni apocalittiche, contro cui lui (e solo lui) può risultare l’eroe salvatore.

   Quando l’Uomo Ragno si accorge dell’inganno, tira fuori tutto il suo orgoglio, torna ad essere un eroe responsabile ed impavido e giura di vendicarsi contro il millantatore: lo aiuteranno nell’impresa l’aspirante fidanzato di sua zia Jon Favreau (provvidenziale nel momento del bisogno) e il mitico Nick Fury Jr. (interpretato da un azzeccatissimo Samuel L. Jackson, diventato da dieci anni un’icona della Marvel). Mentre il set (insieme alla gita scolastica) si sposta da Venezia in giro per l’Europa, a Praga e poi a Londra.

   Guardare Spider Man dà l’impressione di stare davanti ad un enorme cartone animato, frenetico e ben costruito, dove gli effetti speciali (davvero spettacolari) si sprecano ed entusiasmano (con e senza IMAX) e dove la fotografia è ovviamente ridotta al minimo. Contribuiscono a rallentare il ritmo (e a far prendere un po’ di fiato) le gag della scolaresca, alle prese con insegnanti macchiettistici e adolescenziali (ma sempre autoironici) problemi di cuore. 

   L’attore protagonista (Tom Holland) regala il viso (praticamente un clone con Tobey Maguire, anche nel fisico) ad un personaggio molto umano, forse più ingenuo e meno eroico dei precedenti Spider Man, ma sicuramente più tecnologico e moderno.

   Mai come in questo episodio della saga si presenta come urgente la questione (appunto molto moderna) della privacy: Peter è sempre stato preoccupato di non rivelare a nessuna la sua doppia identità; ma stavolta, a condividere il suo segreto, sono davvero in tanti e la situazione sembra decisamente sfuggirgli di mano…

   Un’ultima cosa: non abbandonate la sala appena comincia la sigla finale: a cavallo dei titoli di coda il regista Jon Watts ha preparato due piccoli e stranianti “colpi di scena”. 

  Voto al film: 9.