THE CROWSROADS: UN ULTIMO GIORNO PER ORGANIZZARE LA FESTA

The Crowsroads; un duo proveniente da Brescia che per il quantitativo di esperienza live e studio si potrebbe pensare siano dei veterani, e invece, i due fratelli Corvaglia sono giovanissimi; Matteo 24 anni e Andrea 20 anni. Oggi li intervistiamo in occasione del lancio del loro nuovo album “On The Ropes”

partiamo con una presentazione generale, come avete iniziato a fare musica?

Abbiamo iniziato una decina di anni fa. I nostri genitori sono entrambi musicisti, ma non ci hanno mai costretti a seguire la loro strada, e perciò tutto è avvenuto in maniera molto naturale; certamente essere cresciuti in mezzo agli ascolti più diversi si è rivelata poi una grande ricchezza. Abbiamo imparato a suonare da autodidatti; il primo è stato Andrea con l’armonica, pur essendo il più giovane. Nel frattempo entrambi abbiamo preso lezioni di canto a Brescia da Brunella Mazzola, grazie alla quale abbiamo anche trovato le prime occasioni per esibirci dal vivo. Essendo fratelli e vivendo tra le stesse quattro mura, per noi è stato molto naturale iniziare suonare insieme, prima mettendoci alla prova con alcune cover e poi, quasi subito, scrivendo i nostri brani. Nel 2012 quattro di questi sono stati pubblicati in un EP, “Some Sky Inside My Pocket”, prodotto da Antonio Giovanni Lancini, nostro amico da sempre. Da lì è iniziato il nostro percorso “discografico”. 

perché la scelta di uno stile così particolare? Vi siete ispirati a qualcuno o è arrivato da solo?

È dipeso molto da i nostri primi ascolti “consapevoli”, tra le medie e le superiori. Più o meno nello stesso periodo in cui abbiamo iniziato a suonare abbiamo iniziato a scoprire il blues, il folk, il rock classico, i cantautori americani e inglesi, curiosando a volte sul web, a volte tra i cd della libreria di casa. Tra i nostri primi idoli ci sono stati, alla rinfusa Elton John, i Creedence Clearwater Revival, Bruce Springsteen, Cat Stevens, i Blues Brothers. Oggi ascoltiamo ovviamente anche tantissimi altri musicisti, senza escludere alcun genere; ma sicuramente quei primi ascolti hanno contato molto per il nostro approccio alla musica.

il vostro ultimo disco è uscito da poco, raccontatemi un pò questa nuova esperienza discografica?

Il nuovo album, “On The Ropes”, contiene dodici tracce. Si tratta interamente di brani scritti da noi, a eccezione di “Every Time That You Walk Out The Door”, che è un riadattamento di “Ogni volta che tu te ne vai” dei F.lli La Bionda con un testo in inglese sempre a opera nostra. Sono canzoni nate nel corso degli anni; le più “vecchie” sono in scaletta già da cinque o sei anni, ma per la maggior parte hanno visto la luce nei due anni precedenti alla pubblicazione dell’album. Partendo dalla loro forma iniziale chitarra/armonica/voci abbiamo lavorato per diversi mesi con Antonio Lancini (che ha curato gli arrangiamenti) e Paolo Salvarani, i nostri produttori, per definire il suono dell’album e mettere a punto le pre-produzioni. Poi nel giugno 2018 siamo entrati nei MacWave Studios di Paolo Costola a Brescia, dove abbiamo registrato l’album con una squadra di musicisti e amici strepitosi: Michele “Poncio” Belleri (chitarre), Michele Bonivento (tastiere), Andrea Gipponi (basso), Phil Mer (batteria e percussioni), Stefania Martin (cori), Antonio Lancini (mandolino, chitarra, percussioni) e Lisa Simmons (English coach). Dei mix e dei mastering si è poi occupato Lorenzo Cazzaniga agli Alari Park Studios di Cernusco sul Naviglio. La copertina è frutto invece del lavoro grafico di Alex Rusconi e delle fotografie di Matteo Di Pippo.   

Se vi confrontate con il passato (prima dell’ultimo album) e oggi; quanto siete cresciuti? Vi sareste mai immaginati di arrivare a questo punto? 

L’aspetto più formativo di questo lavoro è stato vedere per la prima volta un numero corposo di nostri brani (fino ad allora avevamo infatti pubblicato un EP di quattro tracce e un album composto soprattutto da cover) completare l’intero processo di produzione, dalla scrittura alla realizzazione in studio, fino al mix, al mastering, alla stampa. Tenere finalmente “On The Ropes” tra le mani è stata per noi un’emozione indescrivibile; era un momento che aspettavamo da moltissimo tempo, e a cui guardavamo come a una sorta di primo punto di arrivo praticamente dall’inizio della nostra attività musicale.

l’estate ormai procede a gonfie vele, quali sono i vostri programmi?

Quest’estate continueremo a portare in giro l’album, come abbiamo fatto in questi primi mesi dall’uscita. In particolare il 21 luglio suoneremo al Buscadero Day, un festival stupendo al quale partecipiamo da diversi anni e che quest’anno si svolgerà a Ternate, in provincia di Varese; presto avremo anche l’onore di comparire in una compilation legata all’evento, nella quale rivisiteremo “Blue”, un brano della band americana Jayhawks. L’“On The Ropes Tour” proseguirà anche dopo l’estate, con una serie di tappe che in parte sono già state fissate.

se vi rimanesse un giorno di vita; cosa fareste? 

Probabilmente organizzeremmo un concerto-festa e inviteremmo tutte le persone che amiamo di più! Magari manderemmo un invito anche ai nostri idoli di sempre, non si sa mai che qualcuno risponda.