COME PROMUOVERE LA TUA MUSICA SU INSTAGRAM

Eccoci di nuovo su queste pagine miei cari Artisti in Crisi. Oggi vi darò il mio punto di vista su come promuovere un brano o un album tramite Instagram. La cosa importante è leggere bene tutti i passi cercando di sfruttare tutto quello che il social dello zio Zucky ci offre focalizzando l’attenzione su piccoli accorgimenti che noi stessi al TimeTrack Factory osserviamo

Siamo pronti? Direi di cominciare

Stories: se avete caricato il vostro brano con un buon aggregatore dovreste trovarlo nella sezione “musica” (in caso contrario chiedete alla vostra piattaforma di distribuzione di accettare gli accordi con Facebook/Instagram in modo da rientrare nella tutela dei diritti e nella diffusione dei suddetti social).

Come primo passo potreste ad esempio creare delle stories con frasi estrapolate dai vostri testi e inserire una porzione di canzone in modo da catturare l’attenzione della vostra utenza con ciò che avete scritto (meglio frasi brevi ed incisive, quindi NO papiri di 7.050.000 parole) e di fidelizzarla con l’ascolto di quella porzione di brano che avete selezionato. Sicuramente se un utente è incuriosito da questi due elementi cercherà la vostra canzone su Spotify e Youtube.

Per chi ha superato i 10.000 followers consiglio di inserire sempre il link dei brani nelle stories e soprattutto fate in modo di aggiornare spesso le vostre stories così da poter essere sicuri di attirare l’utenza nel momento in cui è online durante il giorno (facendo una storia ogni 1-2 ore avrete la garanzia di avere un flusso costante di persone che guardano le vostre stories e il vostro profilo).

Per inserire la musica nelle stories direttamente da Spotify leggi l’articolo che ho scritto qualche tempo fa

Attenzione però, la cosa importante è sbattersi un po’ e fare stories di qualità (non solo foto di caffè e pranzi) altrimenti la vostra utenza dopo un po’ smetterà di seguirvi; cercate sempre qualche idea originale e cercate di coinvolgere il pubblico con un’interazione come sondaggi, quiz, ecc…

Post: dopo vari esperimenti sono giunto alla conclusione che, per quanto mi riguarda, il miglior flusso di pubblicazione sia di circa 2/3 post settimanali (parametro per chi fa musica e non l’influencer); con questo ritmo ti assicuri un traffico costante sul tuo profilo, hai il tempo di realizzare contenuti di qualità ed eviti di intasare la home dell’utenza… insomma, è un buon compromesso per non farsi dimenticare e per non farsi odiare.

Anche qui, la qualità è importantissima… evitate i selfie fatti male e valorizzate post con foto/video realizzati con un minimo di cura (vi basti pensare che per un contenuto di bassa qualità che non rispecchia gli standard di Instagram viene oscurato il tasto “metti in evidenza” per la sponsorizzazione).

Cosa fondamentale, anzi, fondamentalissima: alla fine del vostra descrizione inserite sempre la dicitura “link in bio” in modo da far spostare l’attenzione dell’utente nell’unico link supportato da Instagram; se siete furbi potreste inserire il link a Spotify/Youtube per l’ascolto della vostra musica o potreste inserire una landing page con multilink (di quest’ultimo aspetto ve ne parlerò nel prossimo articolo in modo dettagliato).

Hashtag: gli hashtag nei post sono molto importanti perchè diventano chiavi di ricerca per un pubblico curioso che, in base ai suoi interessi, potrebbe scoprire il vostro contenuto; quindi… fate bene attenzione… inserite hashtag in linea con i vostri contenuti (tanto per intenderci, non inserite #foodporn se state parlando di un concerto, perchè rischiate di prendere insulti da chi cerca contenuti legati al cibo, ok?) e utilizzate parole ricercabili con almeno 20.000/30.000 post (non usate hashtag tipo #suonoquiperchesonoilpiufigodelmondozio perchè un hashtag così non lo cerca nessuno, ok? ok)

Molti mi chiedono ultimamente “Ma come mai non funzionano più gli hashtag?”

Secondo la mia analisi non è che non funzionano più gli hashtag è che, dopo la rivoluzione del 6 giugno in cui Instagram ha bloccato quasi la totalità di bot e automazioni (se non sai di cosa parlo, fatti una ricerchina su google) che erano settati per mettere like e commentare i post con certi hashtag, le interazioni garantite con l’utilizzo di certi hashtag si siano abbassate drasticamente… le automazioni facevano interazioni immediate sugli hashtag ed è per questo che si ricevevano parecchi like sotto ogni post già dopo pochi secondi (era un sistema programmato a farlo) e Instagram, bloccando questi bot, ha ridotto di tanto il numero di interazioni legate all’utilizzo degli hashtag… quindi, secondo la mia modesta analisi, quasi nessuno va a cliccare gli hashtag per cercarsi i contenuti, o meglio, sono molto pochi quelli che lo fanno realmente.

Tornando a noi… utilizzate gli hashtag, magari pochi ma ben mirati, in modo da indicizzare il vostro contenuto ad una nicchia davvero interessata.

Dopo avervi parlato di questi aspetti, arrivo al punto principale di questo articolo, ovvero “vale la pena sponsorizzare su Instagram?

la mia risposta è assolutamente “sì”… ma arriviamoci per gradi.

Non è detto che tutti i post o stories vadano promossi a pagamento, ma è utile promuovere i contenuti che reputate importanti affinchè un pubblico sempre più vasto possa ascoltare le vostre opere e possa interessarsi a ciò che fate.

Instagram è forse l’unico social che anche sulla sponsorizzazione dà delle belle soddisfazioni reali, quindi nulla di fake. Bastano anche pochi euro di promozione per un post o una storia per vedere qualche buon risultato. Vi consiglio di fare diversi esperimenti con pochi euro con varie targettizzazioni di pubblico in modo da capire quale campagna vi porta effettivamente più risultati.

In linea di massima io consiglio due sponsorizzazioni (clicca su “metti in evidenza” e comincia ad impostare la tua campagna):

  1. per i post consiglio la sponsorizzazione “il tuo profilo” in modo da ottenere un buon numero di like e nuovi followers… sconsiglio “il tuo sito web” (che in termini musicali potrebbe significare “promuovi il link del tuo brano/video), perchè il tasso di conversione diretto ad un’altra piattaforma (ad esempio Youtube o Spotify) è molto basso.
  2. per le stories invece consiglio la sponsorizzazione “il tuo sito web” perchè tramite le stories con una sorta di “swipeup” l’utenza traghetta subito al vostro link (ad esempio un video su Youtube)… secondo la mia personale considerazione il pubblico è più abituato a vedere lo swipeup nelle stories e quindi è predisposto ad eseguire l’azione più facilmente con una storia che con un post. Ricordatevi questo, anche se la storia dura solo 24 ore, se decidete di promuoverla ad esempio per una settimana, voi non vedrete più quella storia passate le famose 24 ore, ma continuerà ad essere spammata nelle stories del pubblico che avete targettizzato per i rimanti 6 giorni di promozione.

Quindi, tornando alla domanda “vale la pena sponsorizzare su Instagram?”, ecco spiegato il mio “sì” secco e deciso.

Ripeto, pochi euro, ma investiti con testa (e test) su alcuni contenuti ben mirati

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